Giulio Di Sturco | GANGA MA

Current Exhibition

Podbielski Contemporary proudly presenting:



GIULIO DI STURCO | Solo Show

from 24th September up to 15th November 2019

Prolonged until November 29th

Opening | 24th September 6pm-9pm

 

“Se Ganga vive, vive anche l’India. Se Ganga muore, muore anche l’India.”

Vandana Shiva, scrittrice e ambientalista indiana (estratto dal saggio che accompagna la monografia)

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“In contrasto con l’assalto sensoriale tipico della miriade di immagini esotizzanti utilizzate per ‘vendere’ l’India – mercati brulicanti di persone con il loro caleidoscopio di colori, folle accalcate sulle rive del fiume – Di Sturco offre una prospettiva fondata su un’atmosfera pacata, in cui le emozioni vengono contenute. I paesaggi sono aridi, desolati, insolitamente spopolati, una sensazione accresciuta dall’uso di composizioni di sorprendente semplicità e di colori desaturati. Di tanto in tanto, alcuni manufatti umani compaiono a costellare armonie tonali altrimenti delicate: un sari rosso mosso dal vento, una rete da pesca color blu acceso, un sandalo di plastica sul suolo polveroso.”

Eimear Martin, curatrice (estratto dal saggio che accompagna la monografia)

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Dal 25 settembre al 15 novembre 2019, gli spazi della galleria Podbielski Contemporary presentano la mostra personale di Giulio di Sturco, Ganga Ma [Madre Gange], risultato di una ricerca fotografica decennale sul fiume Gange che documenta gli effetti devastanti dell’inquinamento, dell’industrializzazione e dei cambiamenti climatici.

Il progetto segue il fiume per oltre 2.500 miglia, dalla sua sorgente nel ghiacciaio del Gangotri, situato nella catena dell’Himalaya, fino alla foce nel Golfo del Bengala, in Bangladesh.

Il soggetto principale di questa ricerca è un’entità inanimata: un fiume. Di Sturco ha deciso di considerarlo come se fosse un essere umano e quindi di fotografarlo come se stesse documentando la vita di una persona. È stato quindi significativo che nel 2017 l’Alta corte di giustizia dello stato indiano dell’Uttarakhand abbia riconosciuto al Gange e al suo principale affluente, lo Yamuna, lo status di entità umane. La legge è stata rifiutata dalla Corte suprema, che l’ha dichiarata inaccettabile dal punto

PODBIELSKI CONTEMPORARY Via Vincenzo Monti 12 | 20123 Milano Opening Hours: Tues–Sat, 14–6pm Tel: +39 338 238 1720 info@podbielskicontemporary.com www.podbielskicontemporary.com

di vista giuridico, ma costituisce comunque una pietra miliare nella ridefinizione della relazione tra entità umane e non umane.

Nel documentare la vita lungo il fiume, Di Sturco è stato testimone degli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e dell’urbanizzazione. Il Gange è un esempio emblematico della contraddizione irrisolta tra uomo e ambiente, poiché è un fiume intimamente connesso con ogni aspetto – fisico e spirituale – della vita indiana. Tutt’oggi costituisce una fonte di sussistenza per milioni di persone che vivono lungo le sue rive, fornendo cibo a oltre un terzo della popolazione indiana. Il suo ecosistema include una vasta eterogeneità di specie animali e vegetali, che stanno però scomparendo a causa dei rifiuti tossici smaltiti ogni giorno nelle sue acque. È chiaro che il fiume sia sull’orlo di una crisi umanitaria e di un disastro ecologico.

Le fotografie di Ganga Ma spaziano dalla banalità del quotidiano a una condizione quasi surreale. Quasi a evidenziare l’infermità causata dall’uomo al corpo del fiume, Di Sturco ha adottato una strategia estetica singolare, presentando immagini che a una prima occhiata appaiono piacevoli e poetiche, ma che poi rivelano la loro vera natura. In una delle immagini più straordinariamente surreali di questa raccolta, un operaio cerca di disperdere una montagna di schiuma chimica con un debole getto d’acqua, una fatica di Sisifo che ci appare subito destinata al fallimento.

Ganga Ma ha ricevuto il Getty Grant 2014 ed è stato premiato nella categoria “Climate” del Photography Grant 2018. È stato esposto alla Somerset House di Londra tra i progetti finalisti dei Sony World Photography Awards 2015 e dei LensCulture Exposure Awards 2018. Podbielski Contemporary gli ha inoltre dedicato uno stand monografico durante Photo London 2019.

Una monografia di questo lavoro è stata pubblicata dalla casa editrice londinese GOST Books a giugno 2019. Il volume include due saggi della scrittrice e ambientalista Vandana Shiva e della curatrice Eimear Martin.

La mostra personale negli spazi di Podbielski Contemporary vedrà l’esposizione di oltre venti stampe di medio e grande formato di alcuni degli scatti più emblematici di questo progetto decennale.

Ingresso libero: dal martedì al venerdì | h 14.30 – 19 Sabato su appuntamento

 

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‘If the Ganga lives, India lives. If the Ganga dies, India dies.’

Vandana Shiva, author and environmental activist (from the essay included in the monograph)

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In contrast to the sensory onslaught typical of the myriad exoticising images used to ‘sell’ India — bustling bazaars in kaleidoscopic hues, vertiginous throngs congregating on embankments — Di Sturco offers a perspective of quietude and restraint. Landscapes are barren, desolate, and strangely depopulated, a mood further enhanced by the use of startlingly simple compositions and desaturated colours. Here and there, man-made artefacts puncture the otherwise delicate tonal harmonies: a red sari blowing in the wind, a bright blue fishing net, a plastic sandal on the dusty ground.’

Eimear Martin, curator (from the essay accompanying the monograph)

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From 25th September to 15th November the Milan-based gallery Podbielski Contemporary presents the solo show Ganga Ma, the result of Giulio Di Sturco’s ten-year photographic journey along the Ganges, documenting the devastating effects of pollution, industrialisation and climate change.

The project follows the river for over 2,500 miles, from its source in the Himalayas in India through to its delta in the Bay of Bengal in Bangladesh. The main character of this research is a non-human entity: a river. Di Sturco decided to treat it as a human being and photograph the river as if he was documenting the life of a person. It was significant then, that in 2017 the High Court of the Indian state of Uttarakhand ruled that the Ganges and its main tributary, the Yamuna, should be granted the same rights as individuals. The law was overruled by the Supreme Court, who declared it legally unsustainable, but it nevertheless constituted a landmark in redefining the relationship between human and non-human entities.

The Ganges is a powerful metaphor of the mankind conflicted approach to the environment, being intimately connected with every aspect – physical and spiritual – of Indian life. India’s hallowed artery has seen its water levels shrink and turn toxic, endangering the livelihoods of over 400 million people who depend on it for their sustenance, decimating countless species, and spoiling essential natural resources. It is clear that the river is on the brink of a humanitarian crisis and an ecological disaster.

The photographs in Ganga Ma range from the banal to the quasi-surreal. As if to highlight the river’s man-made infirmity, Di Sturco has adopted a striking aesthetic tactic: presenting images that at first glance appear beautiful and poetic, before revealing their true nature. In one of the most striking and surreal images in the series, a worker attempts to disperse huge chemical foam-bergs with a hand-held hose, a Sisyphean task that seems doomed to failure.

 

Ganga Ma was awarded the Getty Images Grant 2014, the first place in the International Photography Grant 2018 – Climate Category and was exhibited as part of the Sony World Photography Awards 2015 and LensCulture Exposure Awards 2018 at the Somerset House in London. More recently, Podbielski Contemporary presented a solo show of Ganga Ma at Photo London 2019, which was met with great success.

 

A monograph of this work was published by GOST Books in June 2019. The book includes texts by author and environmental activist Dr. Vandana Shiva and curator Eimear Martin

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Opening times: Tue – Fri | 2.30-7pm

Sat by appointment

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