Massimiliano Gatti | LEVANTE

Past Exhibition

Podbielski Contemporary proudly presenting:

LEVANTE | Photographs by Massimiliano Gatti | Curated by Maud Greppi

| With an essay edited by Angela Madesani

Milano, 28 marzo 2018 – Di fronte agli eventi che hanno interessato la politica internazionale di questi ultimi anni, si impone la necessità di gettare luce su ciò che paesi come Siria e Iraq, culla delle nostre civiltà hanno vissuto e che la furia distruttiva delle guerre ha ridotto in polvere.

Levante è una mappatura della memoria, un tentativo di preservare tracce di epoche lontane, dalla furia iconoclasta di movimenti fanatici che stanno ferendo e deturpando quelle terre.Le serie ripercorrono le aree geografiche che vanno a mappare il vissuto di Massimiliano di quegli anni: Partendo dal nord Iraq, la serie In Superficie nasce dall’esperienza di Massimiliano Gatti come fotografo della missione archeologica dell’Università di Udine e allo studio del paesaggio archeologico della terra di Ninive (Iraq). Come una tassonomia imperfetta, cataloga tutto ciò che la superficie della terra restituisce: da reperti archeologici di epoche remote a residuati bellici dei conflitti di cui questa regione è stata teatro. L’accostamento casuale genera un corto circuito incui tutto si mescola, mentre dal gioco estetico di rimandi e somiglianze emerge la circolarità della storia.

Palmira, città simbolo nel deserto siriano, è protagonista di due progetti. In Rovine, la grandiositàdei suoi monumenti è ritratta nella sua intatta bellezza, prima di esser colpita dalla furia distruttricedella guerra. Le Nuvole, invece, vede Palmira accostata a nubi che rappresentano le esplosioni dei monumenti distrutti dall’ISIS; si tratta di frame di video pubblicati su youtube, che aprono una riflessione sull’uso dei social come strumento di propaganda. Questo progetto verrà esposto a giugno al Forte Strino di Vermiglio (TN), in dialogo con le strutture di origine bellica del luogo, in una mostra,Sottopelle, curata da Serena Filippini.

Grazie alla gentile concessione da parte di una collezione privata, le Rovine di Massimiliano Gatti saranno messe in dialogo con due stampe della seconda metà del Settecento edite dalla bottega di Augusta di Georg Balthasar Probst e raffiguranti vedute sulla città di Palmira. Infine, a coronare il progetto, una foto di James Nachtwey che cattura uno dei momenti più buidegli Stati Uniti d’America. Limes è una riflessione sull’atto del guardare. La finestra, rappresenta una soglia, definisce un dentro e un fuori, incornicia la vista, istituendo un punto di vista particolare sul mondo. Le finestredi Gatti circoscrivendo un frammento di paesaggio in un’inquadratura forzata, gli conferiscono la profondità e l’importanza di una totalità all’interno del fotogramma. In Terra promessa, invece, le cartine non delimitano dei confini corretti, sono un’interpretazione del territorio, non un’oggettiva rappresentazione. In questa una situazione paradossale nella sua drammaticità, si stagliano gli oggetti dell’autore, come proiezione dei suoi personali ricordi. Perché Levante è il Medio Oriente, ma anche la porzione di cielo da cui si leva il sole. Una speranza dopo la lunga notte che stanno vivendo queste terre e queste popolazioni.

Nella cultura contemporanea le immagini detengono un potere inedito: più veloci della parola e del pensiero di cui hanno preso il sopravvento, circolano senza ostacoli tra i media, orientando la nostra conoscenza, plasmando il nostro gusto, seducendo la nostra sensibilità.
Privo di strumenti culturali sufficientemente potenti per mettere ordine nel dominio caotico delle
immagini, lo spettatore è spesso relegato a una condizione di passività, sospeso tra l’indifferenzae il consumo acritico. Il lavoro di Gatti tenta di riportare l’attenzione sulla responsabilità dell’immagine, sul suo compito di affondare nelle contraddizioni e nelle crisi del nostro tempo, direndere visibile la tragedia della nostra cultura, senza perdere mai il legame con la memoria che è, al tempo stesso, speranza per un futuro diverso.

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